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Tintura Naturale

Tutti i capi indhue sono realizzati con tessuti naturali (bambù, canapa, cotone, lino, lana , seta ) e tinti in capo con coloranti 100% naturali, biodegradabili, ricavati da piante, erbe, radici, frutta e minerali , completamente privi di sostanze chimiche nocive e inquinanti per la pelle e per l'ambiente.

Il processo di tintura avviene artigianalmente  nel Nord Italia utilizzando esclusivamente piante coltivate in loco provenienti da agricoltura biologica, erbe spontanee e scarti agricoli/alimentari noti fin dall'antichità per le loro proprietà tintorie.

I nostri metodi di tintura ci permettono di risparmiare ingenti quantità di acqua ed energia e di riciclare completamente gli "scarti di produzione" che tornano in natura in quanto completamente privi di sostanze inquinanti.

IL PROBLEMA DEI COLORANTI CHIMICI CONVENZIONALI:

Uno dei problemi piu rilevanti dell'industria tessile riguarda il processo di tintura dei capi che risulta essere tra i piu inquinanti del pianeta compromettendo gli equlibri naturali e la salute dei consumatori.

Nella tintura chimica convenzionale vengono utilizzati più di 8000 prodotti chimici sintetici alcuni dei quali potenzialmente molto nocivi per la salute in quanto includono agenti cancerogeni e disgregatori ormonali.
Altri materiali utilizzate per tingere contengono coloranti AZO, cromo e formaldeidi.
Queste sostanze chimiche sintetiche vengono costantemente a contatto con la nostra pelle e possono causare irritazione  e aggravare eventuali allergie. Inoltre sono tra le principali cause d'inquinamento delle risorse idriche del pianeta.




La produzione degli abiti che indossiamo ed in particolare i processi di tintura e finissaggio, sono infatti responsabili di circa il 20% dell’inquinamento globale dell’acqua potabile.

Ma non è tutto, l'industria della moda Produce dall’8% al 10% di tutte le emissioni globali, cioè tra i 4-5 miliardi di tonnellate di CO2 immesse in atmosfera ogni anno.

LA SOLUZIONE CE LA OFFRE LA NATURA:

La natura ci offre una gamma infinita di colori, ognuno dei quali è unico e profondamente impregnato dell'energia vitale della Terra. Il colore estratto dalla stessa pianta cambia di stagione in stagione portando con sé l'energia del luogo e le caratteristiche dell'ambiente in cui la pianta è cresciuta, le forze del sole, dell'acqua e del suolo da cui la pianta ha tratto nutrimento.

I coloranti naturali sono ricavati da piante , radici, frutta, fiori, erbe, cortecce e minerali  e sono :

  • 100% ORGANICI
  • 100% PRIVI DI SOSTANZE CHIMICHE e METALLI PESANTI
  • 100% BIODEGRADABILI e BIO-COMPOSTABILI
  • 100% SALUTARI e SICURI per la pelle
  • Ad IMPATTO ZERO

Indhue utilizza esclusivamente materiali di tintura raccolti con la massima cura per il processo evolutivo della pianta e la sua conservazione. Questo processo è completamente NON-VIOLENTO e avviene nel completo rispetto dell'ambiente e del luogo.
 
Scegliamo solo piante note fin dall'antichità per le loro proprietà tintorie di cui testiamo preventivamente stabilità e resistenza al lavaggio.

Qualche cenno storico sulla Tintura Naturale nel Mondo...

La tintura con pigmenti naturali è un'arte antichissima risalente all'origine dell'umanità, che trae le sue materie prime dalle infinite varietà del mondo vegetale, animale e minerale.

I primi reperti tessili risalgono intorno al 3000 a.C  e furono ritrovati in India ed Egitto, dove i tessuti (ricavati da piante locali) venivano tinti con terre e spezie del luogo.

Alla civiltà Egizia appartiene la tintura dei primi tessuti in lino, che cresceva rigoglioso sulle sponde del Nilo, nelle tonalità del blu, verde, turchese, ocra e rosso colori derivanti dalla macinazione delle terre con l'aggiunta di una miscela collosa composta da acqua , lattice di gomma e albume d'uovo.

Per questi popoli il colore aveva un profondo significato simbolico ed era indice dello stato sociale degli individui che lo indossavano.

Nel 3000-2000 a.C la Cina divenne nota per la colorazione della seta nelle tonalità del rosso, giallo, nero e bianco.

In seguito, con lo sviluppo del commercio, l’uso dei coloranti naturali si diffuse in tutto il mondo  vivendo periodi di grande sviluppo e ricchezza. 
 
Intorno al 1500-1400 a.C. i Fenici , noti per essere degli abilissimi tintori , divennero abili commercianti del pigmento porpora di Tiro: un pregiatissimo colorante viola ricavato dalla complessa e dispendiosa lavorazione di enormi quantità di un mollusco marino.  Per estrarre 1 g di porpora servivano circa 9000 molluschi. Questo colore, associato all'aristocrazia , divenne  simbolo per eccellenza del lusso e del potere, tanto da essere utilizzato per le tuniche degli imperatori romani.

I popoli del Sud America tingevano la lana d'Alpaca e il cotone con colori ottenuti da cortecce, radici, legno che vennero poi introdotti in Europa dopo la scoperta delle Americhe.
Mentre gli Indiani del Nord America estraevono il loro nero, giallo, e blu dai pigmenti estratti dalle roccie e dalla terra .

Ma è nel periodo Medievale (476 d.C - 1492 d.C) che l'arte tintoria è divenuta una vera e propria professione diffusa in tutta Europa.
All'epoca la tecnica piu diffusa era la tintura al tino che prevedeva il bagno del tessuto in una sostanza colorante portata ad ebollizione. Il colore permaneva grazie all'utilizzo di particolari sali e acidi (tra cui l'urina) che fungevano da mordente.

La rivoluzione nel mondo della tintura dei tessuti si ebbe a partire dal 1856 con la nascita del primo colorante sintetico (mauvelina) introdotto dal chimico inglese William Perkin. Negli anni successivi Perkin riuscì a riprodurre tutte gli altri coloranti derivati dal catrame, altamente inquinanti in quanto costituiti da formaldeidi, fenoli e benzoli. Da allora l’industria dei coloranti artificiali conobbe un inarrestabile sviluppo, andando a soppiantare completamente la tintura naturale, avviando una delle industrie più inquinanti e ad alto impatto ambientale del Pianeta.

 










 

 

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